GIOVANNI PARLATO
Giovanni Parlato (Vico Equense, 1957) è pittore figurativo. Formatosi tra Sorrento e Napoli, racconta memoria e quotidianità con uno stile riconoscibile, lirico e profondamente narrativo.
Biografia
Giovanni Parlato, nato a Vico Equense nella penisola sorrentina il 22 febbraio 1957, si forma artisticamente presso l’Istituto d’Arte di Sorrento e l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Fin dagli esordi sceglie consapevolmente la pittura figurativa, distanziandosi dalle correnti astratte per concentrarsi su una narrazione visiva legata all’uomo, alla memoria e alla vita quotidiana.
Il suo debutto ufficiale avviene nel 1978 presso la International Art Gallery di Vico Equense, esperienza che segna l’inizio di un percorso espositivo continuo e coerente. Negli anni successivi la sua pittura trova crescente riconoscibilità grazie a numerose mostre personali e alla collaborazione con importanti gallerie del territorio campano e nazionale.
Un momento decisivo nella sua carriera è rappresentato dal viaggio a Beirut nel 1996, dove realizza ritratti ufficiali di figure di rilievo istituzionale e religioso. Questa esperienza amplia il respiro della sua ricerca e consolida il ruolo del ritratto e della figura umana come fulcro della sua produzione. Seguono esposizioni in Italia e all’estero, tra cui partecipazioni a fiere d’arte, mostre personali in Spagna e presenze significative nel panorama espositivo europeo.
Dal 1997 al 2009 lavora in esclusiva con la Galleria Engema, che ne sostiene e diffonde l’opera attraverso mostre, fiere e pubblicazioni dedicate. A partire dal 2010 estende la sua attività ai Paesi dell’Est, partecipando a progetti internazionali come L’anima di Napoli a Donetsk, in Ucraina.
Le opere di Giovanni Parlato sono oggi presenti in collezioni private e in luoghi di culto in Italia e all’estero, tra cui chiese a Napoli, Vico Equense e Massaquano, oltre a committenze realizzate in Libano. Vive e lavora a Vico Equense, dove continua una ricerca pittorica intensa e coerente, in cui colore, memoria e realtà si fondono in un linguaggio personale, capace di evocare atmosfere sospese e senza tempo, animate da una profonda fiducia nel valore estetico e umano dell’arte.